La Pratica
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___Il Dojo___
Do-jo-, comunemente traslitterato come dojo, è un termine giapponese che significa etimologicamente luogo (jo-) dove si segue la via (do-). Sebbene il dojo sia fisicamente una palestra, esso è molto di più: è un luogo dove gli «studenti» cercano di impare gli insegnamenti del maestro e di trovare se stessi . All'interno di questo spazio è contenuto il tatami, ovvero il «tappeto» su cui si svolge la pratica. Nessuno può scendere e salire dal tatami senza il permesso del Maestro, sia per rispetto verso ciò che il Maestro rappresenta, sia per buona educazione (dopo tutto il dojo è la «casa» del Maestro). Il tatami ha quattro lati ben definiti
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KAMI-ZA
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SHIMOSEKI
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Tatami
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JOSEKI
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SHIMO-ZA
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Kamiza è il lato dove è presente la foto del Maestro Ueshiba ed il lato del Maestro del dojo. Shimoza è il lato degli allievi ordinati per gradi crescenti da Shimoseki verso Joseki. Ogni volta che si sale e si scende bisogna sempre salutare il Kamiza.
L'Aikido si pratica indossando il keíkogi(o judogi), la classica divisa di cotone bianco usata per il judo, ma sono accettate anche le divise da karate e da kung fu, purché bianchi. I
corsi come già accennato sono aperti a tutti, indipendentemente dal sesso o dall'età poiché l'Aikido si prefigge di essere una disciplina praticabile da chiunque. Ai principianti vengono in primo luogo insegnate le tecniche di caduta (in avanti e all'indietro), gli spostamenti e le tecniche di base. Le lezioni iniziano in suwari-waza (in ginocchio), con una breve concentrazione e con il rituale saluto a un'immagine del Fondatore dell'Aikido e all'insegnante, e continuano con esercizi di respirazione profonda e di concentrazione (kokyu-so-ren, controllo dell'energia totale attraverso il metodo della respirazione). Preparati così mentalmente e spiritualmente, si eseguono velocemente alcuni esercizi di riscaldamento, di allungamento muscolare e le cadute.L'apprendimento avviene principalmente per imitazione. Come nella realtà non esiste una sola possibilità di attacco, nell'Aikido (a differenza per esempio dal judo) non esistono prese prestabilire al keikogi dei praticanti poiché l'allenamento mira ad abituare mente e corpo a neutralizzare diversi tipi di aggressione (una presa al polso o alla giacca, un pugno allo stomaco, un colpo alla testa, ecc.). Un assistente simula quindi un attacco all’insegnante che di volta in volta, mostra le possibili risposte difensive. Nell'Aikido non esistono cinture di diverso colore per distinguere i livelli di capacità raggiunti; la progressione nell'apprendimento e il grado di abilità conseguiti vengono ufficialmente riconosciuti previo il superamento delle relative prove d'esame stabilite dal programma didattico.
Solo le cinture nere sono autorizzate ad indossare l'hakama (gli ampi pantaloni dei costume tradizionale giapponese).
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L'alternarsi di ruolo tra due persone , l' uno come attaccante ( Uke ) , l'altro come difensore ( Tori ), costituisce la forma più semplice di esercizio.Uke segue il movimento del compagno allo scopo di apprenderlo correttamente. Sulla base di questa preparazione , nella seconda fase, la tecnica viene eseguita più velocemente , con uke che attacca più duramente usando tecniche di presa o di percussione, ciò rende necessario che tori esegua la tecnica in maniera più dinamica ricreando quindi una situazione reale, di conseguenza entrambi migliorano le relative padronanze sia di difesa che di attacco.Nell' aikido viene evitata la competizione, allo scopo di evitare serie possibilità di contusioni.
Anche rinunciando alla competizione è possibile sviluppare la capacità di difendersi attivamente . Ciò viene raggiunto con veloci movimenti atti ad evitare l'attacco, nochè con la resistenza fisica e il senso di distanza dall'avversario( Ma-ai ) derivati dal continuo esercizio.
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"" Secondo la mia opinione , ogni persona normale è dotata di limiti naturali di aggressione e una certa paura di arrecare danni a se stessi e agli altri .Ciò non rende possibile simulare una vera azione di combattimento , perchè in questo caso non esisterebbero regole. Budo (arte marziale) non significa vincere o perdere .Vincere , perdere, o l'apprendimento della tecnica non sono l'essenza del vero Budo. Il vero Budo non conosce la sconfitta ; non venir mai sconfitti significa non combattere mai . Vincere significa prevalere sulla discordia latente nel proprio animo, e compiere il compito al quale ti sei dedicato. Questa non è una semplice teoria ; Agisci secondo quanto detto , e potrai sentire la grandiosa forza derivante dalla tua unione alla natura""
Dalle memorie del Maestro Ueshiba
I modi di lavorare dell'Aikido:
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Tecniche a mani nude con le varianti in suwari-waza (in ginocchio), in hanmi-hantachi-waza (uno in ginocchio l'altro in piedi) e in tachi-waza (entrambi in piedi). Lavorare a mani nude rappresenta la piena libertà di muoversi.
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Tecniche di Jo (bastone): sincronizzano il movimento delle due mani, studiano la relazione fra mani e piedi per trovare la giusta distanza di sicurezza con il compagno.
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Massima espressione del giusto tempo d'entrata e di controllo.
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